Dal giugno 2024 ricopro il ruolo di ESG Manager e, parallelamente, sono Open-es Ambassador. In questi mesi ho visto decine di PMI italiane svegliarsi di colpo davanti a una email del loro cliente principale con oggetto: "Richiesta dati ESG — scadenza 30 giorni".

Non era uno scenario immaginario. Sta accadendo adesso, in tutta Italia, in ogni filiera produttiva. E molte PMI non sono pronte.

Che cos'è Open-es e perché esiste

Open-es è una piattaforma italiana per la valutazione delle performance ESG delle PMI nella supply chain, nata da un'iniziativa di ENI e poi adottata da Confindustria e da un numero crescente di grandi gruppi industriali italiani come strumento standard di qualificazione fornitori.

L'idea è semplice ma potente: invece di chiedere a ogni fornitore un report ESG diverso con formati incompatibili, si usa una piattaforma comune che produce un rating ESG standardizzato e comparabile. I grandi gruppi filtrano i loro fornitori anche in base a questo rating.

"Non è una certificazione volontaria. Per molte PMI nella supply chain di grandi gruppi italiani, avere un buon rating Open-es è diventato un prerequisito per rinnovare i contratti."

Il meccanismo: come funziona il rating

La piattaforma valuta le aziende su tre pilastri — Ambiente, Sociale e Governance — attraverso questionari strutturati, richieste di documentazione e, per i fornitori strategici, verifiche di terze parti. Il punteggio finale è su scala 0-100 e viene aggiornato periodicamente.

I dati raccolti includono:

  • Consumi energetici e emissioni di CO2 (Scope 1 e 2)
  • Politiche di gestione dei rifiuti e dell'acqua
  • Indicatori sociali: turnover, infortuni, formazione, diversità di genere
  • Governance: codice etico, anti-corruzione, whistleblowing
  • Supply chain: verifica dei propri fornitori di primo livello

Perché le PMI sono in ritardo

La maggior parte delle PMI italiane non ha mai misurato sistematicamente nessuno di questi indicatori. Non perché non si preoccupino della sostenibilità, ma perché nessuno glielo aveva mai richiesto formalmente. Adesso la situazione è cambiata, e il ritardo accumulato crea problemi su tre fronti:

  • Commerciale: rischio di esclusione da gare e rinnovi contrattuali
  • Finanziario: accesso più difficile a credito "green" con tassi agevolati
  • Reputazionale: posizionamento più debole verso clienti finali attenti alla sostenibilità

Come lavoro con le aziende come Ambassador

Come Open-es Ambassador, supporto le PMI in tre fasi distinte:

1. Assessment rapido (2-4 settimane)

Mappo lo stato attuale: quali dati ESG esistono già (spesso più di quanto l'azienda pensi), quali mancano, e qual è il gap rispetto ai requisiti della piattaforma. Il risultato è un piano di azione prioritizzato per impatto e facilità di implementazione.

2. Completamento del profilo e raccolta dati

Guido la compilazione del questionario Open-es, identifico le fonti dei dati (gestionali, ERP, HR), costruisco un sistema minimo di raccolta per gli indicatori mancanti. Il punto di forza del mio approccio è l'integrazione con il sistema di controllo di gestione esistente: i KPI ESG vengono raccolti con la stessa governance dei KPI finanziari.

3. Piano di miglioramento continuo

Il rating Open-es non è un esame da fare una volta sola: è un indicatore che evolve. Dopo il primo completamento definisco un piano di miglioramento su 12-24 mesi per alzare il punteggio in modo sostenibile, identificando le azioni ad alto impatto sul rating e basso costo di implementazione.

"Il vantaggio di chi ha competenze sia in ESG che in Controllo di Gestione è preciso: i dati ESG non vivono in un sistema separato. Vivono nella stessa azienda, spesso già misurati in forme diverse. Serve qualcuno che sappia dove trovarli e come strutturarli."

Cosa succede a chi non si muove

I grandi gruppi italiani — in ambito energy, manifattura, retail e servizi — stanno inserendo requisiti ESG nei capitolati di fornitura. Non è una tendenza: è una policy già attiva. Le PMI che non si adeguano entro 12-24 mesi rischiano concretamente di perdere contratti che hanno da anni.

La buona notizia: chi parte adesso ha ancora il tempo di costruire un sistema ESG solido prima che diventi un'emergenza. Chi aspetta di essere sollecitato dal cliente principale affronta costi più alti, tempi più stretti e decisioni affrettate.

Conclusione

Open-es non è uno strumento burocratico: è il biglietto da visita ESG della tua azienda verso i clienti più importanti. Costruirlo bene oggi significa competitività domani.

Se vuoi capire a che punto è la tua azienda e cosa fare per migliorare il rating, contattami per un assessment gratuito nella prima call.

Open-es Ambassador rating ESG supply chain ESG PMI italiane CSRD supply chain sostenibilità fornitori qualificazione fornitori ESG